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E’ ARRIVATO IL CALDO. COSA DEVI E NON DEVI FARE

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Aiuto! il mio gatto è obeso

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Un amore incrollabile

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12/Ott/2022

Bisogna ricordarlo cani e gatti non sudano, l’unico modo per abbassare la temperatura è attraverso la respirazione. Quindi se d’estate lo sentire ansimare anche da sdraiato vuol dire che sta cercando di rinfrescarsi. Va da sé che le razze che già hanno una respirazione difficile, come Boxer, Carlini e Bulldog hanno una termoregolazione più difficoltosa.

I cuccioli avvertono il caldo ancora di più rispetto agli adulti e hanno quindi bisogno che tutti gli accorgimenti proposti siano osservati ancora più scrupolosamente.

 Ecco i consigli della dottoressa Silvia Cattani, medico veterinario, per garantire ai nostri amici a quattro zampe un’estate bestiale.

In viaggio

Applica ai vetri dell’auto tendine parasole per evitare la luce diretta del sole. Se la tua macchina non è climatizzata, evita di viaggiare durante le ore più calde della giornata e lascia i finestrini aperti perché ci sia corrente d’aria. Non lasciare però che il tuo amico viaggi con la testa fuori dal finestrino: oltre ad essere pericoloso può andare incontro a fastidiose otiti.

Se nonostante tutto il cane ansima è possibile bagnare fino alla pelle zampe, interno cosce, polpastrelli compresi, e sulla nuca. Un ventilatore portatile può creare una corrente d’aria che dà sollievo

Mai lasciare il cane in macchina, durante le soste, anche se all’ombra. Facilmente all’interno dell’abitacolo si possono raggiungere temperature elevate, fino a 50-60 C°, ovviamente letali. Attenzione anche alla serata: anche se fa meno caldo, l’umidità può rendere loro difficile regolare la temperatura corporea ed essere ugualmente pericoloso.

Meglio lasciarli a digiuno per le 6-8 ore che precedono il viaggio. Se il tempo passato in macchina è molto lungo, si possono dare piccoli pasti

Poca acqua prima della partenza; poca ma spesso durante il viaggio, specie se dura molte ore.

Programmare delle soste per permettere al cane di “sgranchirsi” le zampe e fare pipì

il gatto non ama viaggiare e spesso soffre il mal d’auto, ancora di più se collocato nel sedile posteriore, meglio lasciarlo all’interno del trasportino – coprendo il trasportino con un telo, che però permetta un ricambio di aria.

In casa

Assicurarsi che ci sia sempre acqua a disposizione e che i nostri amici abbiano zone all’ombra dove ripararsi. L’acqua deve essere fresca, mai ghiacciata

Prestate attenzione all’aria condizionata perché potrebbe essere dannosa per la salute del nostro amico a quattro zampe. È meglio usare un ventilatore orientato verso l’alto così che sposti l’aria e crei frescura senza alterare le condizioni ambientali.

I polpastrelli sono l’unica zona (oltre la lingua) che i cani e i gatti usano per abbassare la propria temperatura corporea. È una buona idea quindi rinfrescare le zampe con acqua fresca oppure con un panno o una spugna umidi.

Per l’alimentazione il consiglio è di somministrare i pasti nelle ore fresche della giornate, al mattino presto e alla sera tardi, prediligendo i cibi umidi.
I gatti devono avere sempre a disposizione una ciotola di crocchette, oltre a quella dell’acqua.

In spiaggia

Il cane non dovrebbe mai passare al sole le ore più calde della giornata. L’ideale è una passeggiata al fresco del mattino presto o della sera, sempre prima dei pasti

Se però è prevista un’intera giornata in spiaggia, è tassativo che abbia una zona in ombra e ventilata in cui potersi riposare. Per i cani brachicefali, cioè con il naso schiacciato, è vietato passare la giornata in spiaggia!

Deve avere sempre a disposizione acqua fresca, badando che non rimanga al sole e non si surriscaldi

Se non fa il bagno in mare, può essere utile una bella doccia più volte al giorno con acqua fresca.

Mai applicate creme protettive sul naso del cane: il suo istinto è quello di leccare per ripulirsi, ma il rischio di intossicazione non è da trascurare.

Colpo di calore

Nonostante tutti questi accorgimenti potrebbe comunque essere soggetto a un colpo di calore.
I sintomi vanno dall’irrequietezza all’aumento della frequenza respiratoria all’eccessiva salivazione e al vomito. In breve tempo cominciano ad avere difficoltà a stare in piedi fino alla perdita di coscienza totale.
In caso di colpo di calore la prima cosa da fare è spostare il cane al fresco e cercare di abbassare la temperatura corporea, bagnando abbondantemente il pelo e la pelle, prima a temperatura ambiente e quindi con acqua più fredda. Concentrarsi sulle zone ascellari, inguine, collo e testa. Evitare di applicare immediatamente stracci gelati o addirittura ghiaccio un abbassamento troppo veloce della temperatura può essere dannoso. Anche l’alcool, che, evaporando velocemente abbassa con grande velocità la temperatura corporea, può essere di grande aiuto. Evitare in questo caso che il cane poi si lecchi il pelo. Poi recatevi immediatamente dal veterinario.


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12/Ott/2022

Fai molta attenzione: non tutto ciò che è commestibile va bene per il tuo amico!

 

La cattiva abitudine di alimentare cani e gatti con avanzi del pasto del proprietario, utilizzando qualunque alimento ci sia in casa, mette a rischio la loro salute.

 

In caso di cibi non idonei alla specie canina, i cani sopravvivono, ma alla lunga sviluppano patologie che possono essere anche molto gravi e croniche.

 

Ci sono alimenti che però, oltre a non essere idonei alla specie canina, contengono sostanze che per loro sono davvero tossiche, e quelli fanno davvero molto male, comportandosi come veri e propri veleni.

 

In questi casi purtroppo cani e gatti incorrono in veri e propri avvelenamenti, legati al cibo ingerito: ciò che per te può essere saporito o gustoso, per loro può essere letale.

 

Questo tipo di avvelenamento coinvolge molto più spesso i cani dei gatti. Questi ultimi hanno infatti un senso del gusto decisamente diverso e se una cosa non li convince, non la mangiano di certo. I cani sono mediamente molto più di “bocca buona”, spesso assaggiano tutto, anche se quel “tutto” può far loro molto molto male.

 

Di che cosa stiamo parlando?

 

CACAO e CIOCCOLATO 

 

Mai, ripeto M-A-I dare del cioccolato al tuo cane.

I cani sono intolleranti alla teobromina contenuta nel cioccolato: ne basta una dose minima per determinare un avvelenamento.

Non negare, so che ne hai in casa… So che sei un cioccolato-dipendente!!!

Le metilxantine contenute nel cioccolato, la teobromina appunto, danno assuefazione.

Quindi tieni per te, ben nascosta e sotto chiave quella meravigliosa tavoletta di cioccolato!

Questa sostanza provoca stimolazione del sistema nervoso centrale, con crisi di iper-eccitazione e iper-reattività che possono facilmente sfociare in crisi convulsive, danneggiano l’apparato gastroenterico anche per molte ore dopo l’ingestione, anche perché ristagna nello stomaco e viene assorbito a lungo, peggiorando la situazione.

La dose tossica è davvero ridotta: ne basta poco per produrre danni irrimediabili.

Facciamo un calcolo: in 100 grammi di cacao amaro ci sono circa 2000 mg di teobromina.

La dose tossica di questa sostanza è di 20 mg per chilo di peso del cane.

Quindi per un cane di 10 chili, basteranno 10 grammi di cacao amaro per procurargli un ricovero d’urgenza in terapia intensiva. E pensare che il cane-ladro per eccellenza, il jack russel, svelto di ingegno e di bocca, non arriva nemmeno ai 10 kg  di peso!

 

CAFFE’ e THE

 

Stesso discorso per le metilxantine contenute in caffè e the.

Parenti strette della teobromina, sono la caffeina, presente nel caffè, e la teofillina, presente nel the. Entrambe hanno un effetto simile alla teobromina, irritando il sistema nervoso centrale e stomaco ed intestino. Provocano infatti tremori, agitazione, aumento del battito cardiaco fino al collasso e, se il cane sopravvive, possono evolvere anche in patologie croniche molto gravi.

Quindi smetti di far leccare il cucchiaino o la tazzina del caffè al tuo cane; se vuoi preparare una bevanda tiepida per il tuo amico a quattrozampe, scegli una tisana che non contenga caffè, caffeina, the, teina o teofillina, come ad esempio un buon infuso di camomilla o di malva con un cucchiaino di miele.

 

CIPOLLA e AGLIO

 

Si tratta di un avvelenamento molto subdolo: agisce distruggendo i globuli rossi, e provocando conseguente anemia, con formazione dei “Corpi di Heinz”… Troppo complicato? Ad ogni modo una cosa con un nome del genere non può di certo essere positiva!

Si trovano ovunque, anche e soprattutto negli alimenti destinati agli umani, anche ai piccoli umani: sono molto presenti anche negli omogeneizzati e nelle zuppe pronte, usate come insaporitori per abbassare la quantità di sale.

La tossina che è responsabile dell’effetto tossico, il “N-propil-disolfuro”, è presente anche nei porri, nei cavolfiori e nei broccoli, ma nella cipolla è in dose tale da provocare facilmente danni. Agisce sia in modo acuto, se ad esempio un cane di piccola taglia si mangia un pezzo di cipolla, sia in modo cronico, quando viene utilizzato un pochino tutti i giorni, come polvere di cipolla, dando ad esempio zuppe pronte di verdure o cibi per bambini.

Dal momento che è presente anche nell’aglio, io preferisco non utilizzarlo nella dieta del mio cane, anche se alcune persone lo consigliano come antiparassitario naturale. Alcuni soggetti possono essere geneticamente predisposti a non sopportare questa tossina, e secondo me il rischio non è giustificato dall’effetto.

I gatti sono molto più sensibili a questo tipo di avvelenamento.

 

AVOCADO

 

Ottima fonte di grassi buoni, ma per te, non per il tuo cane!

Tutta la pianta per il tuo amico a quattrozampe è velenosa, per colpa della tossina contenuta, il “Persin”. E’ l’arma chimica del vegetale, che uccide alcuni tipi di funghi e lo protegge, ma sui carnivori provoca gravi problemi all’apparato gastroenterico, con intensi sintomi di vomito e diarrea.

 

UVA, UVETTA e UVA PASSA

 

E qui mi sono depressa! Ma come, Memole non può mangiare l’uvetta?!? E quindi come faccio con il castagnaccio che le piace tanto e nella cui ricetta figura la famigerata uvetta?

Trovato! Castagnaccio modificato: senza uvetta ma con olio e pinoli! Così in famiglia lo mangiamo tutti! Non è per la ricchezza in zucchero, nè per il contenuto in “Resveratrolo”, una sostanza che, ironia della sorte, può anche aiutare molto il tuo cane, agendo come antiossidante. Ancora non si conosce il meccanismo d’azione, ma è certo che dopo qualche giorno dall’ingestione di uva, il cane sviluppa una gravissima insufficienza renale. La conclusione è che l’uva ha la dose efficace e quella tossica molto, troppo vicine per poter essere data con tranquillità al tuo amico. Gli studi riportano una tossicità sui reni già con circa 25 grammi di uvetta per un cane di 10 chili di peso!

 

NOCI di MACADAMIA

 

Sei, dico S-E-I noci sono più che sufficienti per intossicare un cane, agendo sul suo sistema nervoso e circolatorio. Ecco che quindi possono comparire sintomi come tremori, paralisi, aumento della frequenza cardiaca e respiratoria, fino ad arrivare anche a situazioni critiche.

Le noci nostrane, quelle che ben conosciamo, le classiche insomma, vanno molto bene, sono ricche di acidi grassi, soprattutto di omega-3, che disinfiammano e rigenerano i tessuti. Sono anche ricche di acido ossalico, quindi vanno usate con parsimonia, io consiglio al massimo una volta alla settimana, e mai uniti ad alimenti che contengono molta vitamina C biodisponibile. Questa associazione può essere controproducente, poiché permette la formazione di assalto di calcio che poi precipita sotto forma di cristalli e di calcoli nel tratto urinario.

Sulle noci Pecan le informazioni non sono molto chiare, e la domanda è sempre la stessa: vale la pena di rischiare di avvelenare il tuo cane?

Ci sono molti manicaretti che puoi preparare al tuo amico a quattrozampe: golosità che fanno bene!

 

NOCE MOSCATA

 

Amo molto utilizzare le spezie che ho in cucina per “condire” la pappa di Memole.

E’ necessario prestare molta attenzione a che cosa aggiungere alla sua ciotola.

La noce moscata ad esempio è ricca di miristicina, elemicina e safrole, sostanze che hanno una forte azione sul cervello e provocano effetti psicotropi e allucinazioni. Meno di un quarto di grammo può portare fino al coma.

 

RABARBARO

 

Ha ottime proprietà terapeutiche, favorisce la digestione e stimola la disintossicazione.

Purtroppo però le foglie possono risultare tossiche, sia per la presenza di acido ossalico, che provoca la formazione di calcoli a livello renale, sia per il rischio di scompensi elettrolitici che possono portare anche a patologie irreversibili.

 

SALE

 

“Il sale fa male!”.

Sei abituato a sentirtelo dire… In realtà la frase corretta è: “Troppo sale fa male!”, perché un pochino di sale fa molto bene.

Se il tuo cane mangia cibo preparato correttamente in casa, secondo le linee guida dell’alimentazione casalinga per cani, aggiungere ogni tanto un pizzico di sale è necessario.

Se mangia cibo industriale, trova il sale che gli serve direttamente dall’impasto del produttore; in questo caso il sale non va aggiunto, né vanno dati prodotti salati.

Se mangia grandi quantità di sale, se gli dai aringhe sotto sale, pensando che “Se è naturale di certo può mangiarlo…”, se ruba qualche piatto succulento che ti ha preparato amorevolmente tua nonna, ricco di sale (e di ogni altra cosa che può far male a colesterolo, trigliceridi e pressione, ma che fa tanto bene allo spirito), o se beve acqua di mare in abbondanza quando lo porti a nuotare…

Bhe, in questo caso, di sale ne assume decisamente troppo! A parte gli scherzi, ricordati che anche l’assunzione di una quantità di sale che a te non sembra abbondante, protratta nel tempo o su cani particolarmente sensibili, può portare allo stesso tipo di avvelenamento.

Sì, perché il tuo amico si può davvero avvelenare per il Cloruro di Sodio (il sale)!

Ha violenti effetti sullo stomaco (e in effetti per provocare il vomito si usa acqua e sale), che poi possono portare a sbilanciamenti dei sali (No, non QUEL sale, ma TUTTI i sali minerali presenti nel suo sangue), fino ad avere collasso ed arresto cardiaco.

 

SEMI della FRUTTA

 

In tutta onestà non mi è mai capitato di vedere cani avvelenati dai semi della frutta. Con blocchi intestinali causati dal tipico nocciolo della pesca incastrato, quello sì, ma arrivati in urgenza per avvelenamento da semini della mela, giuro, non ne ho mai visti!

E’ vero però che i semi della frutta, in modo particolare quelli della mela, della pera e della ciliegia, contengono amigdalina, un sostanza che viene metabolizzata dal tuo cane e trasformata in acido cianidrico ( parente stretto del cianuro). Possono, per questo motivo, risultare tossici.

Quindi, se non vuoi trasformare il tuo cane in Mitridate (reminescenze del liceo…), che assumeva ogni giorno un po’ di veleno per abituare il suo corpo e non venir avvelenato dai suoi oppositori politici, evita accuratamente semi e semini della frutta.

 

IMPASTO DEL PANE

 

Se decidi di fare il pane in casa, mettilo a lievitare in un posto sicuro e fuori dalla portata delle fauci golose del tuo cane. Nello stomaco del tuo amico a quattrozampe questo simpatico intruglio lievita e si gonfia, aumentando di molto il suo volume: proprio per questo può causare dilatazione gastrica, con problemi alla respirazione (immagina di avere un’anguria intera nello stomaco e pensa a come puoi respirare, già ti da fastidio dopo un pasto troppo abbondante!!!), e alla circolazione, dal momento che preme contro i grossi vasi.

Come se non bastasse, dalla fermentazione dell’impasto viene liberata una grande quantità di etanolo, quindi si arriva anche a un’avvelenamento da…

 

ALCOOL 

 

Spesso le bevande alcoliche sono appetibili per il tuo cane, ma l’alcool contenuto provoca scompensi a livello epatico. Il tuo amico a quattrozampe non possiede gli enzimi per poterlo metabolizzare e se ne intossica, fino al coma e alla morte.

Niente vino per il cucciolo di casa: meglio un bel frullato!

Una nota sul TABACCO: anche se penso che nessuno dotato di un po’ di sale in zucca possa pensare di dare del tabacco al propio cane, fai attenzione anche ai mozziconi di sigaretta che trovi per strada, o alle pozzanghere, dove il mozzicone è stato “in infusione” e ha rilasciato le sostanze tossiche contenute.

 

CIBI AVARIATI

 

La conservazione non corretta dei cibi, di ogni tipo di cibo, può provocare la formazione di composti chimici, o di muffe, che possono rivelarsi tossiche e fatali sia per te, che per il tuo cane.

Ricordati di seguire le regole di una corretta igiene degli alimenti (no a cibi con odori sgradevoli, no a lasciare carne e pesce a lungo fuori dal frigorifero in estate, no a ricongelare cibi scongelati, no a cibi con parassiti, funghi, vermi o muffe, no a cibi con colorazioni anomale….) in modo da tenere sia il tuo stomaco che quello del tuo amico lontano da rischi di tossinfezioni alimentari.

 

FUNGHI VELENOSI

 

Ma dai? Pensa che strano!

Il tuo cane non sopporta i funghi velenosi!

Io li metto nell’elenco, ma confido nell’intelligenza di te che stai leggendo…

 

PATATA

 

Non tutte le parti della patata sono velenose per il tuo cane, anche se è comunque meglio non utilizzarla nella comune preparazione del pasto del tuo amico…

E’ assolutamente da evitare l’utilizzo della patata cruda, in quanto ricchissima di “Solanina”, che i cani non possono metabolizzare, e se ne intossicano di conseguenza. Ne sono ricchissimi anche i germogli, le foglie e la buccia della patata.

Tutte le solanacee, come pomodori o melanzane, contengono solanina, ma in misura minore: se sono arrivati a maturazione, ne contengono ancora meno, quindi non abbastanza da creare problemi.

 

CARAMELLE SENZA ZUCCHERO

 

In modo particolare le caramelle dolcificate con xilitolo.

Che le caramelle non vadano bene per il tuo cane, sono certa che lo sai benissimo da solo!

Che poi quelle senza zucchero facciano ancora più male, soprattutto se contengono dolcificanti come lo xilitolo, lo stai imparando adesso.

Molti proprietari pensano di proteggere la salute del proprio cane utilizzando prodotti per diabetici che spesso sono già presenti in casa perché la nonna-lo zio-un genitore mangia biscotti o caramelle senza zucchero “che non fanno male”. Ed è proprio lì che nasce l’equivoco: il tuo cane non è un essere umano diabetico, ma un carnivoro con la glicemia normale. Per questo alcuni dolcificanti possono indurre un crollo della glicemia ed effetti di tossicità sul fegato, che possono avere rapidamente esiti fatali. Per un cane di 10 chili si parla di meno di 1 grammo di dolcificante!

Le ingestioni accidentali possono accadere, e devono sempre essere considerate un’urgenza.

Attento soprattutto al periodo delle feste: qualcuno in casa può essere tentato di condividere dolci e caramelle con il fidato compagno di avventure, che poi diventa ancor più stretto se intravede la possibilità di assaggiare qualcosa di gustoso!

Vuoi dare dolci al tuo cane?

Preparaglieli tu (o arruola la nonna…) con gli ingredienti che gli fanno bene!

 

NON CAPITA!

Ma se capita, COSA PUOI FARE?

 

Torni a casa un bel giorno e ti accorgi che nonostante tutte le tue attenzioni, il tuo Arsenio Lupin con la coda è riuscito a rubare quella bella teglia di tiramisù e se l’è pappata tutta con gran godimento.

Ti si gela il sangue all’idea di cosa può succedere adesso, considerando che si è fatto un’overdose di cacao, caffè, oltre al surplus di grassi e zuccheri…

Come intervenire?

Devi trattarlo come un avvelenamento, quindi:

 

Primo: COSA

Identifica che cosa si è mangiato, nello specifico di che cosa era composto quel tiramisù.

Mascarpone: troppo grasso, rischio pancreatite.

Biscotti: troppo zucchero, tutto sommato in questo momento questo è il minore dei mali.

Caffè: VELENO

Cacao: VELENO

 

Secondo: QUANTO

Identifica di CHE QUANTITA’ stiamo parlando, in relazione alla dimensione e alle caratteristiche del tuo cane.

Hai un alano che ha dato una leccata alla teglia vuota?

Hai un chihuahua che si è tuffato nel tiramisù tipo piscina olimpionica?

E’ giovane e in salute o ha sedici anni e un problema di salute sottostante?

E’ una femmina in gravidanza, oppure è un cucciolo appena svezzato dalla mamma?

 

Terzo: QUANDO

Identifica da quanto TEMPO è successo il fattaccio, in modo da capire se già è stato assorbito o se ancora è nello stomaco.

Mezz’ora?

Un’ora?

Sei ore fa?

 

Quarto: COME STA

Lui, non tu!

Sembra ancora tutto normale e lui si sta beatamente gustando la digestione del malloppo, o sta iniziando a manifestare dei SINTOMI?

Sbava, non riesce a muoversi, trema, vomita o ha nausea (in genere sbiascica  con la bocca o cerca di mangiare in modo compulsivo erba o altre cose non commestibili come il tappeto), continua a bere, ha fatto diarrea in ogni dove… Questi sono sintomi!

 

Quinto: TELEFONA AL VETERINARIO

Cerca il suo numero, ricordati di avere il numero di telefono del suo medico CURANTE sempre in bella mostra sull’antica dell’armadietto dei farmaci.

Non risponde perché non è reperibile? Cerca un PRONTO SOCCORSO veterinario che sia aperto 24 ore: riferisci loro tutte le informazioni dei primi tre punti e ti potranno dare indicazioni su come intervenire.

 

Sesto: AZIONE

Hai abbastanza dati per decidere di:

Far VOMITARE il tuo cane (niente dita in gola, rimedieresti solo un bel morso!), con acqua e sale in soluzione satura o acqua ossigenata. Non ti do le dosi per evitare che ti venga voglia di fare il “fai da te”. Quando chiami il veterinario lo chiedi a lui!

Caricarlo in macchina e CORRERE dal veterinario.

NON cercare di dare antidoti fatti in casa come digestivi, latte, o qualunque altro “rimedio della nonna”. Spesso in questo caso fanno più male che bene.

E intanto che sei seduto nella sala d’aspetto della clinica, segnati in agenda di acquistare un bel lucchetto per la cucina!


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12/Ott/2022

Abituati alla vita di appartamento, spesso i gatti si impigriscono: diventano bulimici e finiscono per assomigliare a cuscini con le zampe. Quali sono le strategie per aiutarli a ritrovare la loro grazia felina? Come farli rimanere in forma?

Da felino, atletico cacciatore, costretto a correre, saltare e cacciare per procurarsi il cibo, il nostro amico a quattro zampe si è nel tempo trasformato in un pacifico coabitante del nostro appartamento. I salti, gli agguati e le cacce sono ormai soltanto un lontano ricordo e un’alimentazione sovrabbondante, spesso scorretta, sicuramente troppo ricca di grassi e di zuccheri, gli ha fatto perdere quella forma slanciata che tutti i felini dovrebbero avere. Chiede coccole, cibo ed attenzioni, e facilmente se le riesce a procurare senza troppa fatica. 

L’obesità è una patologia.

Prima era considerato solo un gatto goloso, cicciottello, insegna del benessere, ora ci si rende conto che il sovrappeso e l’obesità sono delle vere e proprie patologie, le cosiddette “malattie del benessere”. Troppo spesso abituati a considerare il sovrappeso segno di buona salute, i proprietari meno attenti continuano a vedere il loro gatto grassottello, morbidone, un po’ alla “Garfield”. La realtà purtroppo non è così: un gatto in sovrappeso va velocemente incontro a una serie di patologie molto gravi. Ne sono un chiaro esempio il diabete, i problemi ortopedici, le difficoltà urinarie, l’incapacità di pulirsi,i gravi disturbi digestivi. È importante quindi riconoscere se il tuo “micione” ha un problema. Solo in questo modo è possibile aiutarlo.

Ma come fare? Aumentando il movimento che fa. Certo non puoi portarlo a spasso al guinzaglio, soprattutto se come la maggior parte dei suoi colleghi felini non vi è abituato, ma puoi stimolarlo attraverso palestre casalinghe per gatti, giochini da rincorrere, stimolandolo a saltare, correre e simulando una caccia! Non rispondere alle sue richieste di attenzione infarcendolo di cibo come il tacchino di Natale… Sicuramente l’alimentazione ha un ruolo chiave nel sovrappeso: non più cibi ricchi di grassi e zuccheri. Ricordati che i felini sono carnivori, anche il tuo coinquilino! Quindi tienilo il più lontano possibile da cereali, zuccheri e cibi lavorati. Rivolgiti dunque all’alimentazione naturale in modo da poter far dimagrire velocemente e definitivamente tuo gatto: benessere e salute in più a lungo possibile!


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12/Ott/2022

“Dottoressa, la Sally non è in forma!”

La mia giornata è cominciata così, con una telefonata di una preoccupata “mamma”, che non vedeva “bene in salute” la sua gatta, una femmina di maine coon di quattro anni.

I gatti a pelo lungo spesso hanno qualche problema con i boli di pelo, anche se i loro proprietari sono molto attenti a spazzolarli spesso.

Ok diamole un’occhiata!

“Quando riesci a portarmela in clinica che la visito e valuto se c’è qualche problema?”

“Arrivo!”.

Effettivamente la miciona è strana: la accarezzo ed è a disagio, mangia di malavoglia da ieri, oggi non ha proprio toccato cibo, respira male, ha lo sguardo molto preoccupato.

La proprietaria mi riporta che non ha avuto voglia di uscire in giardino, come fa di solito, e si è nascosta dal giorno prima in un angolo, soffiando agli altri gatti di casa.

La visito e lei mostra un forte dolore alla palpazione dell’addome, il respiro ed il battito sono accelerati: eh, sì, la micia sta proprio male!

Dalle radiografie emerge un sospetto, poi confermato dall’ecografia fatta nell’immediato: TRIADITE!

La proprietaria mi guarda stranita: non ha capito di cosa si tratta…

Tecnicamente si parla di triadite quando ci sono: IBD (inflammatory bowel disease = infiammazione del tratto intestinale), associato a PANCREATITE (infiammazione del pancreas) e a COLANGIOEPATITE (infiammazione di cistifellea, fegato e vie biliari).

Tre organi coinvolti, per questo TRI-, molto grave e estremamente dolorosa.

Generalmente queste infiammazioni si presentano una alla volta, ma quando arrivano insieme il quadro clinico si complica tanto da diventare grave e preoccupante.

Anche perché tutti questi organi sono avvolti da una rete sottile, il peritoneo, che si infiamma molto rapidamente reagendo alla patologia d’organo (=PERITONITE).

Non si conoscono esattamente le cause, o meglio, si conoscono bene le cause che però sono molteplici: una dieta sbagliata condotta per un lungo periodo, una sostanza tossica che sovraccarica le capacità depurative del fegato, batteri che migrano dall’intestino al fegato, un reflusso del contenuto intestinale che torna indietro verso lo stomaco, ed anche la reazione stessa del sistema immunitario, che si “rivolta” verso gli organi stessi per l’innesco di una malattia “auto-immune”.

Insomma, scientificamente si può definire “un bel casino”!

Anche perché i sintomi che il gatto può presentare sono diversi, e di varia gravità, a seconda che sia più colpita una zona più di un’altra, ed in relazione al tempo trascorso dall’innesco del problema (vale a dire da quanto tempo se la covava).

I segni più frequenti sono:

inappetenza più o meno marcata ha sensazione di acidità di stomaco, una nausea impressionante e spasmi all’addome: nelle stesse condizioni a te viene voglia di mangiare?
vomito per lo stesso motivo della nausea
febbre  per tutto lo stato infiammatorio-infettivo-autoimmune
perdita di peso se mangia svogliatamente da un po’ di tempo
diarrea o stitichezza dipende da come reagisce l’intestino
ittero se il fegato diventa tanto sofferente
pancia gonfia sia per l’eventuale gas contenuto nell’intestino, sia per il versamento peritoneale, quando si infiamma tanto da riempirsi di liquido (ascite)
dolore addominale e ti credo, già da solo il pancreas fa malissimo visto che continua a buttar fuori sostanze che provocano un’autodigestione, se poi ha una peritonite, un problema al fegato, una colite e un’infiammazione del resto dell’intestino, a volte anche una gastrite, pensa che gioia…
stanchezza come minimo
pelo arruffato non se la sente di certo di pulirsi e toelettarsi
apatia atteggiamento che va dal “lassame-pèrde” al “voglio-morire”

Puoi accorgerti di uno o più sintomi, anche contemporaneamente. Se hai il sospetto che qualcosa non quadri, fai visitare il tuo micio: mai come in questo caso è fondamentale una diagnosi tempestiva per potergli salvare la vita.

La conferma con esami del sangue, radiografie ed ecografia è piuttosto veloce, anche se in qualche caso può essere necessario approfondire con biopsie degli organi coinvolti.

E la cura segue di conseguenza: è fondamentale intervenire in modo da stabilizzare la situazione, se necessario anche con terapia intensiva, gestendo in modo particolare il bilanciamento della pressione e dei sali, la lipidosi epatica che si instaura per il digiuno prolungato, e togliere il dolore con i farmaci appropriati.

Insomma, la tradite è proprio “una brutta bestia”, che va affrontata con decisione e velocemente, in modo da combatterla e vincerla una volta per tutte.


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12/Ott/2022

Dopo un brutto incidente la storia di Kate – Malattie incurabili

Kate è entrata nella mia vita ad aprile/maggio del 2012. Di lei sapevo solo che: arrivava dalla Calabria, era stata investita che era ancora cucciola e abbandonata sul ciglio della strada con una frattura del bacino. Quando l’ho adottata aveva circa 3/4 mesi. Sono andata a Milano a conoscerla e, per comprendere se fosse adatta alla famiglia che stavo creando (ero da poco sposata), ero andata accompagnata da un’educatrice cinofila. Mi sono innamorata di lei appena l’ho vista: allegra, giocherellona, correva e saltava sembrava addirittura non avesse mai avuto problemi al bacino.
Appena portata a casa però – dopo nemmeno due notti – Kate inizia a manifestare dolori. Zoppica, piange, si lamenta ogni volta che deve fare la cacca, lamenti davvero importanti: aveva realmente forti dolori.
Non conoscevo ancora la Dottoressa Cattani perché avevo un altro veterinario che comunque mi consiglia visite approfondite.
Iniziamo il giro degli specialisti, veterinari e ortopedici. Kate viene sottoposta ad accertamenti (lastre, lastre con liquido di contrasto) da cui ne emerge una calcificazione storta del bacino ma nulla che potesse seriamente giustificare tutti questi problemi.
Usciamo da questi accertamenti davvero provati. Ogni volta riprendersi dalle anestesie per la tatina è un problema: vomito, diarrea, spossatezza e passività. L’unica cosa che gli specialisti mi dicono è che Kate, dato i dolori, deve essere sottoposta a una costante cura di antinfiammatori e antidolorifici. Così faccio, acquisto i farmaci e inizio a somministrarglieli.


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